domenica 24 agosto 2014

Ebola: cos'è e perché fa tanta paura.

Ebola è una malattia virale. Le prime segnalazioni di focolai epidemici risalgono al 1975, ma fino ad oggi non si era mai verificato un così ampio numero di casi e di eventi fatali come per l'epidemia attualmente in corso.

 E' causata da un Filovirus e, fino ad oggi, aveva una distribuzione geografica piuttosto localizzata con epidemie ricorrenti segnalate in Uganda, Sudan , Congo, ex-Zaire, Gabon, Costa d'Avorio. I pipistrelli sono considerati un possibile reservoir del virus, cosa che renderebbe ragione della sua diffusione in particolare nelle aree forestali. Si diffonde sia attraverso il contatto con i fluidi organici infetti, sia per via inalatoria. Il virus è in grado di replicarsi praticamente in tutte le cellule del corpo, si adatta perfettamente alle condizioni del sangue umano, e causa sia un danno cellulare diretto sia uno indiretto attraverso i meccanismi infiammatori attivati dalla risposta dell'organismo.

 L'incubazione varia da 7 a 10 giorni. La malattia esordisce con febbre elevata, mal di testa, dolori muscolari, nausea e vomito. In seguito la febbre persiste e compare la diarrea, spesso molto grave, insieme a tosse, dolore toracico e, naturalmente, un intenso stato di prostrazione generale. E' possibile la comparsa di un rush cutaneo intorno al settimo giorno di malattia. In questa fase compare la caratteristica peculiare di questa patologia che è l'emorragia delle mucose e dalla pelle, non sempre presenti. Intorno al 10-12 giorno la febbre può andare incontro a remissione e inizia la fase di recupero. Diversamente, si può avere una recrudescenza del rialzo termico, dovuta anche a sovrainfezioni batteriche, e l'eventuale disfunzione progressiva degli organi che può portare alla morte del paziente. In genere, nel paziente sintomatico, le concentrazioni del virus nel sangue risultano molo elevate e vengono facilmente rilevate da diversi test.

Non esiste una terapia specifica, almeno non ancora ufficialmente e la cura di questi pazienti si basa sul trattamento della sintomatologia, e sul sostegno intensivo nei casi più gravi. Attualmente sono in sperimentazione diversi farmaci di cui il più celebre è Zmapp, somministrato ai due medici americani sopravvissuti all'infezione. Ancora non è chiaro se i due medici siano guariti grazie all'utilizzo di questo farmaco piuttosto che alle cure intensivistiche ricevute e ad una fisiologica risposta di organismi fino a quel momento ben nutriti e in buono stato di salute. Il farmaco è prodotto da una piccola azienda di San Diego, ma è stato oggetto di una vera e propria pioggia di finanziamenti da parte di diversi organismi statali e privati, che hanno dato un'accelerazione notevole alle fasi di sperimentazione. A chi si sta chiedendo per quale motivo il trattamento con questo farmaco sia stato riservato esclusivamente a medici occidentali e non sia stato distribuito su larga scala a tutti i pazienti infettati il Cdc (centers for disease control and prevention) ha prontamente messo a disposizione una pagina di "Faq" con una serie di risposte piuttosto sintetiche alle domande più frequentemente apparse sui media internazionali. In corso di sperimentazione ci sono anche diversi vaccini, fino ad ora testati esclusivamente sugli animali. Vista la gravità dell'epidemia, il Canada ha deciso di mettere a disposizione per l'utilizzo su esseri umani il vaccino VSV-Ebov, di cui sono state distribuite circa mille dosi da utilizzare nei paesi colpiti dall'epidemia. L'elemento chiave nella limitazione della diffusione del virus rimane, però, la prevenzione. E' infatti noto fin dalle prime apparizioni di questa patologia che negli ambienti ospedalieri in cui vengono osservate rigorose regole di igiene e di isolamento dei casi sospetti non si verificano infezioni tra il personale di cura e tra i pazienti non affetti da Ebola. Il virus, infatti, è particolarmente sensibile alla sterilizzazione ad alte temperature e alla maggior parte dei comuni disinfettanti.

Salute e medicine viste da un medico non convenzionale

Sono un medico. Non da molto tempo, anche se ho superato i 40. Prima ho studiato filosofia, ho fatto la giornalista per diverso tempo, sono diventata mamma. Ma essere un medico era il mio sogno di bambina e non è mai troppo tardi per realizzare un sogno. Così oggi mi ritrovo a specializzarmi in anestesia e rianimazione e a studiare agopuntura, ma non perdo il vizio di leggere i giornali e setacciare le news con l'occhio dell'"ex" addetta ai lavori. E quando si tratta di notizie che riguardano la salute o le medicine (allopatica, omeopatica, alternative...) imbattersi in inesattezze, fraintendimenti se non proprio in pesantissimi errori è, purtroppo, la norma. Così ho pensato di aprire questo blog in cui raccogliere notizie e informazioni relative alla medicina con una prospettiva divulgativa ma con l'occhio del medico. L'idea è quella di affrontare gli argomenti più dibattuti anche nei mezzi di informazione più generalisti ma di segnalare anche quelle notizie che possono rivestire interesse e magari passano un po' più inosservate.